L’osteopatia è molto più vicina alla medicina che si studia all’università che non alle medicine dette alternative (agopuntura, omeopatia ecc.) perché ambedue si fondano sulle stesse discipline di base, anatomia, fisiologia, patologia. I due approcci possono essere complementari perchè, alla visione analitica della medicina, (che scompone un sistema nelle sue parti più piccole, per studiarne i componenti) si può vantaggiosamente affiancare l’approccio sistemico dell’osteopata. Qualche esempio: In presenza di un dolore al ginocchio, indagare analiticamente svelerà la causa, se questa consiste in una lesione meniscale, mentre una valutazione sistemica sarà necessaria se il problema nasce da un cattivo appoggio del piede o da una disfunzione dell’anca. Ancora, sarò ben contento della visione rigorosamente analitica, precisa, puntuale del mio neurochirurgo, se devo essere operato di ernia del disco, ma se il problema ritorna dovrò considerare per forza quell’equilibrio biomeccanico che fragilizza troppo la zona lombo-sacrale. L’osteopatia quindi è una terapia complementare che apporta un modo di vedere sistemico (globale) per i problemi della postura e del movimento.
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L’importanza di un “bel gesto” |
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di Dario Vitale Viviamo in una cultura dove la quantità conta più della qualità, l’avere più dell’essere, facciamo tante cose, approssimativamente, piuttosto che una alla perfezione. Questo porta alla perversione di bisogni primari quali l’amore (avere tante avventure ha più valore che amare un’unica donna), la comunicazione (siamo “connessi” con tutto il pianeta e non sappiamo più parlare con chi ci è accanto), il movimento. |
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di Dario Vitale Sono in continuo, inarrestabile aumento, i problemi dolorosi muscolo-articolari che affiggono le persone appartenenti alle società cosiddette civilizzate (quelli che vivono in società più disagiate hanno purtroppo altre priorità). Ogni giorno, in studio, qualcuno me ne chiede la ragione. Se rimango nel generale, la risposta viene ben recepita. “Siamo stati progettati per funzionare a quattro zampe. Abbiamo impiegato circa tre milioni di anni per alzarci sulle due zampe, trovando tutto sommato delle soluzioni efficaci per muoverci, per camminare, correre, saltare. Negli ultimi 50 anni ci siamo seduti, e a questo cambiamento così radicale nel modo di utilizzare il nostro corpo, non abbiamo trovato ancora dei buoni adattamenti.” Questo, grosso modo, è quello che rispondo. |
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di Dario Vitale Chi lavora nel campo della salute, avrà certamente verificato che, in certi periodi, determinati problemi portati dai pazienti, diventano ad un tratto molto più frequenti. Due esempi attualmente frequentissimi negli studi di osteopatia: le disfunzioni dell’ATM (articolazione temporo-mandibolare) e l’ernia iatale con o senza reflusso gastro-esofageo (RGE). Attualmente un paziente su due mi riferisce di soffrire di uno di questi due disturbi. |
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Il caso del vecchio avvocato |
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di Dario Vitale Spesso le persone arrivano da me dopo un pellegrinare che li ha portati ad interpellare vari professionisti della salute. Da questi hanno avuto delle spiegazioni ai loro dolori, che li convincono e fanno proprie o rigettano. Tra le prime le più gettonate sono quelle relative alla forma del corpo e alle sue alterazioni (dimorfismi). “Soffro perché ho la scoliosi.” |
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Il messaggio dell’osteopatia |
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di Dario Vitale “La vita è movimento”, chi mastica un po’ di osteopatia l’avrà sentito dire o l’avrà ripetuto, senza forse coglierne tutte le implicazioni. La vera felicità sta nello sviluppare pienamente le proprie potenzialità. L’essere umano è fatto per muoversi e realizzarsi attraverso il movimento. Uno stile di vita “auto – TV – computer” toglie all’uomo la sua principale finalità, costituendo uno dei presupposti dell’infelicità che permea la nostra società.
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di Dario Vitale Per cominciare prendo a prestito l’incipit di un bell’articolo scritto dalla collega Vera Tummillo: “L’osteopatia è una medicina manuale, un metodo terapeutico ideato da A.T. Still e basato sul principio che il corpo è capace di fabbricare dei rimedi propri contro le malattie, quando le sue relazioni strutturali sono normali, la sua nutrizione è buona ed è inserito in un buon ambiente” (Dizionario Medico Dorland – 1957). |
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