| Civilta' e patologia |
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di Dario Vitale Chi lavora nel campo della salute, avrà certamente verificato che, in certi periodi, determinati problemi portati dai pazienti, diventano ad un tratto molto più frequenti. Due esempi attualmente frequentissimi negli studi di osteopatia: le disfunzioni dell’ATM (articolazione temporo-mandibolare) e l’ernia iatale con o senza reflusso gastro-esofageo (RGE). Attualmente un paziente su due mi riferisce di soffrire di uno di questi due disturbi. Pensandoci possiamo ipotizzare cause diverse, che entrano in gioco ogni qual volta si verifichi l’aumento di certe diagnosi: a. L’affinamento di metodiche di esame, o l’uso di nuove. Per esempio, per quanto riguarda l’ernia iatale e il RGE, il diffondersi delle gastroscopie, più facili per l’adozione delle fibre ottiche. b. Anche in campo medico esistono delle mode, magari spinte da motivi economici : un bite, per una disfunzione dell’ATM, ha bisogno di poco lavoro ed ha un costo materiale irrisorio, quindi è molto redditizio per l’operatore. c. Maggiore incidenza di fattori patogenetici. Su quest’ultimo punto mi vorrei soffermare con un po’ più di attenzione, anche perché c’è un comune denominatore tra le due situazioni che ho portato ad esempio. L’ernia iatale ed il reflusso gastro-esofageo sono sempre correlati ad un cattivo funzionamento del diaframma, muscolo tra i cui numerosi compiti vi è anche quello di “chiudere” lo stomaco e “tenerlo al suo posto” nell’addome. Questo cattivo funzionamento può dipendere da fattori posturali e/o, molto frequentemente da una contrattura cronica di questo muscolo, le cui cause sono l’ansia e lo stress. Ansia e stress con i quali tutti dobbiamo convivere, “stringendo i denti”. Li stringiamo troppo, ed ecco una bella disfunzione temporo-mandibolare. Non è un caso che queste due patologie interessino due zone ad alta valenza emozionale. Sempre più, in risposta ad un ambiente sempre più aggressivo, tratteniamo il fiato e stringiamo i denti, fissando con delle retrazioni muscolari degli funzionamenti patologici. E siamo ancora in ambito funzionale, lo stress provoca ben altri danni, mandando in tilt il sistema immunitario, per arrivare alle malattie autoimmuni ed ai tumori. Su questa stessa falsa riga più di una volta ho polemizzato sulla cosiddetta lotta contro il cancro, in cui si investono enormi risorse in sofisticatissime ricerche scientifiche, e non si parla e non si fa niente per quello che tutti abbiamo sotto gli occhi: oltre allo stress per esempio l’inquinamento, dell’aria, dell’acqua, dei cibi, chimico, elettromagnetico, radioattivo. Come se fossero cose inevitabili. Ancora una volta, nella nostra cultura, la maggior parte dei sistemi di cura sono dedicati a curare le patologie che essa stessa crea. |
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